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Comunicato primavera 2018

Gli anni d'oro di BOLEX Paillard, Sainte-Croix VD. "Precision built in Switzerland".
Un sogno durato mezzo secolo, in un'esposizione stagionale unica dal 09.05. al 22.08.2018 presso il Hotel iGrappoli, CH-6997 Sessa TI.
Con il contributo straordinario di "La collaboration UNIL + Cinémathèque suisse" Lausanne,
"Histoire des machines et archéologie des pratiques : Bolex et le cinéma amateur en Suisse".


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Cine Expo 2018 Sessa TI - BOLEX Paillard
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Rassegna

"BOLEX ed altro" - Il sabato VINTAGE di Turné

di Cristina Savi e Damiano Realini RSI, "Il Quotidiano", 03.02.2018

"La caméra Bolex de retour sur le devant de la scène"

Focus sur une invention fabriquée à Sainte-Croix

Les Journées de Soleure rendent hommage à Jacques Boolsky, l'inventeur de la caméra 16 mm Bolex. Fabriquée à Sainte-Croix, dans le canton de Vaud, la caméra Bolex a connu un succès planétaire auprès des amateurs et des professionnels.

Dans les années 30, quand la Bolex est industrialisée, la caméra permet bien plus qu’une avancée technologique, elle offre la possibilité aux femmes de s’exprimer sans l’aide des hommes. C'est le début de l'émancipation de la femme au cinéma.
RTS - 19h30 - Publié le 29 janvier 2018

RTS - Couleurs locales - Publié le 04 novembre 2013

"Bolex: dalla Svizzera ad Hollywood"
Le Giornate cinematografiche di Soletta per questa 53esima edizione ci propongono di riscoprire una cinepresa che ha fatto la storia.
Stéphane Tralongo, insegnante e ricercatore all'Université de Lausanne, ci ha guidati attraverso l'esposizione

di Chiara Fanetti RSI, Rete Due, "Attualità culturale", 28.01.2018, Ore 14:35

Paillard – Bolex : acteur du cinéma amateur – par Michel Brouard et Stéphane Tralongo
Conférences du Château Yverdon, jeudi, 16 novembre 2017

Peu de gens savent que la petite ville de Sainte-Croix a participé à l’essor de son industrie non seulement par la production de caméras, mais aussi par la création de films amateur. En effet l’usine, en offrant à ses collaborateurs des caméras, a suscité un engouement pour une production plus personnelle et créative. Beaucoup de films ont ainsi vu le jour, dont les sujets allaient du genre familial à l’aventure plus expérimentale.

 

L’Université de Lausanne, en collaboration avec la Fondation Bolex-Oulevay, s’est penchée sur le phénomène du cinéma amateur. Michel Brouard, ancien directeur de Canal NV et président de la fondation, a travaillé avec Stéphane Tralongo et Nicolas Dulac, chercheurs à la Section d’histoire et esthétique du cinéma de UNIL. Cette conférence est le fruit de leurs travaux.

Les caméras Bolex, symboles de produits suisses de qualité, n'étaient plus qu'un lointain souvenir. Jusqu'à ce projet fou né dans la tête de deux jeunes réalisateurs américains. Leur objectif: créer une caméra Bolex numérique.

Sans jamais s'être rencontrés, les américains et le directeur de Bolex International à Yverdon viennent de redonner vie à cette caméra mythique. Alors que Bolex International ne produit plus rien depuis trente ans, Joseph Rubinstein et Elle Schneider, deux jeunes cinéastes indépendants, décident de créer la Bolex d'aujourd'hui: une caméra numérique qui garderait l'esprit du film 16mm. Une fois l'accord passé avec Bolex Inetrnational, un lancement sur Kickstarter, la Bolex D16 est née.
RTS - Publié le 23 octobre 2014, Reportage: Fred Giradet et Géraldine Jacot, Montage: Charles D. Fischer, Mixage: Philippe Lahaye

 


"Anteprima"  -  Rolf Leuenberger, ideatore del nuovo Cine Museo 65 a Sessa

di Francesca Pusek, RSI, "Il Quotidiano", 01.11.2017

"50 anni Super 8"

di Paolo Bobbià, RSI, "Il Quotidiano", 07.04.2015


Un atelier per cineamatori a Sessa

 di Ivan Pedrazzi, Rivista di Lugano, 20 marzo 2015

 

Malcantone, terra d'artisti! A confermare questa vocazione c'è ora una nuova iniziativa. Si chiama Amateur film atelier Sessa (www.afa-sessa.ch) e si è svelata al pubblico sabato 14 marzo al ristorante i Grappoli, fucina in perenne attività. È un'esposizione di cineprese, proiettori, tavoli di montaggio raccolti in una decina d'anni da Rolf Leuenberger, bernese d'origine emigrato in Ticino all'età di ventun’anni. Voleva fare il calciatore e dopo le giovanili nel Servette, era approdato per breve tempo alle riserve del Lugano. Un talento mai sbocciato. Poco male, perché crollati i sogni sportivi, ecco nascere una nuova passione per l'arte del cinema. Vi si dedica da quarant'anni a livello amatoriale (lavorava in banca nel campo dell'informatica e della logistica) e finalmente, raggiunta anzitempo l'età del pensionamento, i suoi progetti hanno trovato terreno fertile in Malcantone.

 

 Ai Grappoli di Sessa c'è parte della collezione. Più precisamente – racconta il 62.enne Rolf Leuenberger – sono riuniti gli apparecchi sviluppati dal 1945 in poi nei diversi formati: dall'iniziale 9,5 millimetri, al professionale 16 millimetri. In rilievo adesso ci sono soprattutto cineprese e proiettori Super 8, di cui quest'anno ricorre il cinquantesimo dall'avvento di questa popolarissima tecnologia. «Con 500 franchi uno comprava l'intero equipaggiamento, per cui il Super 8, per altro facilissimo da utilizzare, era presente in quasi tutte le case negli anni settanta e ottanta. Allora non c'erano videocamcorder e il Super 8 era un comodo e vantaggioso supporto accessibile alla massa per produrre e proiettare a livello domestico». Così, nelle domeniche di pioggia, si riunivano amici e familiari e, tirate le tende e spenta la luce, si dava inizio allo «spettacolo», tra le risate e i commenti dei presenti e, come sottofondo, il ronzio del proiettore.

 

Altri tempi, che l'esposizione di Sessa ci permette di rivivere. Rivivere..., un termine che piace molto a Leuenberger. «Non l'ho chiamato museo e neppure esposizione perché in effetti, come suggerisce la parola atelier – vuole essere un laboratorio, un posto creativo dove le macchine non solo si possono vedere, ma anche toccare e utilizzare. Con il rispetto e l'attenzione che si devono agli oggetti del passato».

 

Il nome Amateur film atelier Sessa rivela altri due aspetti: che siamo nel campo della cinematografia amatoriale (da distinguere dunque da quella professionale) e che il progetto è in divenire. Lo spazio inaugurato sabato ai Grappoli è un punto di partenza. «Vorrei arrivare nel 2023 a rappresentare l'intero percorso compiuto in 100 anni da questa tecnologia, che ha mosso i primi passi nel 1923. Con mia moglie Marianne abbiamo raccolto grossomodo l'80% del materiale necessario per documentare lo sviluppo e presentare le marche che hanno lasciato un segno; adesso comincia la parte più difficile, l'acquisizione dei pezzi più pregiati e rari. Ma ce la faremo». Con l'atelier si vuole suscitare interesse attorno al progetto e coagulare forze e competenze, tecniche e artistiche, che possono aiutare ad arrichire e far vivere la collezione.

 

Un solotto al Piccolo Museo

Un primo alleato, Rolf l'ha trovato nel direttore dell'albergo i Grappoli di Sessa, Juri Clericetti, che ha creduto nell'iniziativa e messo a disposizione gli spazi. Altro appoggio è arrivato dal Piccolo museo di Sessa, in piazza Bonzaglio, dove è stata approntata una sala in cui sono esposti gli apparecchi più vecchi, precedenti la seconda guerra mondiale. Cimeli che, contrariamente a quelli sfornati in grande stile negli anni settanta e ottanta su scala industriale, pochi benestanti potevano permettersi. Non a caso è stato riprodotto un elegante salotto d'antan con l'idea di ricreare l'ambiente aristocratico in cui le prime macchine per riprendere e diffondere immagini in movimento si sono introdotte.

 

Questa del «Piccolo» di Sessa è la seconda sede dell'atelier. Sarà inaugurata domenica 29 marzo in occasione dell'apertura stagionale del museo e anche qui il pubblico avrà l'opportunità di calarsi nell'affascinante mondo del cinedilettante, in particolare assistendo a proiezioni. «Naturalmente – precisa Leuenberger – scuole, gruppi e comitive sono benvenuti. Con loro sono ipotizzabili attività pratiche che presuppongono l'impiego dell'attrezzatura. La disponibilità di un così ricco patrimonio facilita inoltre l'osservazione delle scoperte e delle intuizioni che hanno fatto progredire l'arte del cinema amatoriale. Non si tratta necessariamente di invenzioni sofisticate, anzi spesso sono trucchetti e accorgimenti all'apparenza banali a denotare l'abilità e l'ingegno di progettisti e fabbricanti». E gli svizzeri non sono stati a guardare...

 

Una terza sede è nel garage di Rolf Leuenberger: qui sono raccolti i dispositivi che servono al montaggio delle pellicole e altri accessori, poco significativi dal punto di vista espositivo, ma di grande utilità nel caso in cui l'Amateur film atelier Sessa diventasse quel laboratorio vivo e pulsante auspicato dal fondatore.

 

Idee e suggerimenti per migliorare

I presupposti affinché il progetto si possa realizzare compiutamente sono dati dall'esperienza e dalla passione di Leuenberger, persona conosciuta nell'ambiente dei cine e videoamatori, svizzero e internazionale. Da una decina di anni è consulente nel comitato della Federazione mondiale Unica (Union International du cinéma) con sede a Lussemburgo, da sei è moderatore della giuria del concorso internazionale promosso dalla stessa federazione. Ha presieduto la società di film culturali Cinedoc a Lugano e nel 1984 è stato l’ ideatore fondatore del club CiAC Cineamatori Ceresio, che ha presieduto per 18 anni. È stato per molti anni membro di comitato di swiss.movie. Giurato a diversi concorsi in patria e all'estero, Leuenberger ha pure ottenuto premi e riconoscimenti per i suoi lavori, tra cui figurano i documentari dedicati ad artisti incontrati nei suoi numerosi viaggi in tutto il mondo, la sua specialità. Insomma, una persona curiosa e vivace, che nella cinematografia ha trovato la dimensione ideale per osservare e raccontare ciò che gli sta attorno e che lo entusiasma.

 

Se finora la sua esperienza è stata condivisa con amici e il pubblico ristretto dei concorsi e dei club amatoriali, ora con il progetto dell'atelier di Sessa il suo mondo si allarga considerevolmente. «Lo scopo – conferma – è proprio quello di avvicinare gli appassionati e creare un'animazione attorno alla collezione. Da parte nostra abbiamo già alcune idee in cantiere, come proiezioni e serate tematiche, che saranno proposte nel corso dell'anno, tuttavia ci aspettiamo richieste e soprattutto suggerimenti. Del resto è solo così, confrontandosi con gli altri, che si migliora».

 

Non fa mistero, Leuenberger, del desiderio di vedere un giorno l'intera collezione esposta in un unico spazio. «Abbiamo fatto di necessità virtù, utilizzando i locali disponibili e che con generosità ci sono stati offerti. Per cominciare va bene così, ma potendo usufuire di una sede interamente a nostra disposizione si aprirebbero altre opportunità. L'importante era partire e dare visibilità al progetto, poi un passo alla volta, se ci saranno interesse e persone disposte a crederci, si potrà crescere».

 

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"In Onda Con Voi"

Dietro le quinte ... della passione per la settima arte parla il cineamatore Rolf Leuenberger che presenta il “CineEvent 2017 Sessa”.

A cura di Gianfranco De Santis e Sara Bellini, Teleticino, 23.03.2017



"La miniera riscoperta"  in diretta da Sessa

di Nadia Passalacqua, RSI rete uno, "Squadra esterna", 25.05.2017

"Ul nóss dialètt ?  Sperlüsént ! "   Davanti al camino: racconti dei nostri nonni

 di Nadia Passalacqua, RSI rete uno, "Squadra esterna", 19.04.2016

"Scorci d'Ucraina"

 di Rolf Schürch, RSI rete uno, "Squadra esterna", 19.11.2015

"La Capriasca e il Malcantone"

 con Antonio Bolzani, RSI rete uno, "Domenica in giro", 19.07.2015

"Cine 8-16"

von Uwe Brenel DEU, unabhängiges Magazin rund um den perforierten Film, Ausgabe No. 41, März 2017


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